Decisione sulla seconda fase

Riapertura parziale nella seconda fase

Dal 27 aprile in Svizzera è stato fatto un primo passo verso la normalità con la riapertura parziale di alcune attività come parrucchieri, centri estetici , negozi di fai-da-te.

La prossima riapertura parziale nella seconda fase sarà l’11 maggio, per le scuole obbligatorie (anche di musica), negozi di ogni genere e mercati e inoltre potranno riaprire anche i ristoranti, i musei e le biblioteche. Dall’11 maggio poi saranno nuovamente possibili gli allenamenti sportivi di gruppo ma solo in piccoli gruppi di massimo cinque persone, senza il contatto fisico e rispettando delle regole di distanziamento sociale e igiene.

Per quel che riguarda i trasporti pubblici, riprenderanno l’orario normale (ma vige la raccomandazione di utilizzare una mascherina).

«I provvedimenti funzionano, la diffusione del virus è rallentata, quindi abbiamo potuto prevedere ulteriori allentamenti» spiega Simonetta Sommaruga, presidente della Confederazione, dicendo: «Abbiamo scelto una soluzione intermedia, senza fermare completamente il paese». Ora è necessario imparare a «convivere con il virus», fintanto che non sarà disponibile un vaccino. Da qui un ritorno alla normalità «graduale». Ma restano importanti le norme di comportamento per evitare la diffusione del nuovo coronavirus, sottolinea. Sì, perché – ricorda – «la crisi non è ancora finita: non possiamo tornare subito alla normalità. Il Consiglio federale vuole proteggere la salute della popolazione e tenere conto delle esigenze dell’economia».

Il governo monitorerà gli effetti degli allentamenti

Sulla base di come la popolazione rispetterà tali decisioni e quindi dell’andamento della epidemia, si vedrà come procedere poi. L’andamento dell’epidemia infatti dipenderà da come saranno rispettate le regole di distanziamento sociale. E il Governo intende monitorare bene gli effetti dei vari allentamenti: «Dobbiamo essere molto flessibili – afferma Berset – ma vogliamo evitare una politica dello “stop and go”».

Per il ritorno alla normalità – dice Alain Berset – «una normalità che sarà diversa» – ci vuole comunque «pazienza».

In un primo momento di allentamento delle misure, spiega Berset, ai ristoranti sono ammesse al massimo quattro persone o due genitori coi propri figli a un tavolo. Inoltre gli ospiti devono essere seduti e tra i gruppi va mantenuta una distanza di almeno due metri o devono esserci appositi elementi di separazione.

La tappa successiva

Le decisioni per la tappa successiva – 8 giugno – saranno prese infine nella seduta del prossimo 27 maggio.

Il Consiglio federale esaminerà in particolare il divieto di assembramenti con più di cinque persone, l’insegnamento in presenza nei licei e nelle università, le istituzioni culturali, gli impianti sportivi, gli impianti di risalita e le funzioni religiose.

Il 26 giugno saranno prese poi le decisioni per la stagione estiva, sempre basandosi sui risultati del monitoraggio dell’andamento.

 

 

 

 

 

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