La finestra di crisi

La finestra di crisi in Ticino

Il Consiglio di Stato ha chiesto al Consiglio federale di prolungare fino al 3 maggio compreso la cosiddetta ‘finestra di crisi‘.
Con questo termine si intende un periodo di mantenimento delle restrizioni causa coronavirus, in modo da consentire al Ticino di potere attuare delle misure più restrittive rispetto a quelle che ha deciso il Consiglio federale per fronteggiare il coronavirus.

La lettera che il consiglio di Stato ticinese ha inviato alle autorità federali chiede infatti di autorizzare un’ultima settimana a regime eccezionale.

Non tutte le parti sono d’accordo

Diversamente dalle precedenti, questa richiesta non è stata sottoscritta da tutte le parti infatti il sindacato Unia non l’avrebbe firmata, in quanto voleva veder confermato il regime già in vigore per questa settimana.

Dopo due giorni di trattative non è stato possibile con l’Unia giungere a un compromesso.

La richiesta prevede solo alcuni allentamenti economici. Il primo è la possibilità di aumentare dal 50 al 60% la quota di personale da fare lavorare nelle industrie. il secondo è la possibilità per l’edilizia di aver in cantiere un massimo di 15 operai assieme (attualmente il limite è 10).

Il Consiglio federale ieri ha deciso su tale richiesta e ha accettato la finestra di crisi ticinese.

 

 

 

 

 

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