aziende in Ticino e posizioni sul coronavirus

Il Ticino e la posizione delle aziende riguardo il Coronavirus

Aggiornamento del 12 marzo 2020

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Alcune aziende optano per il telelavoro

L’Associazione industrie ticinesi consiglia ai propri membri di attenersi alle informazioni ufficiali per quel che riguarda il coronavirus.
Dato però il diffondersi di questo contagio in Europa, e in particolare in Italia, al confine con il canton Ticino, diverse aziende ticinesi hanno deciso di prendere alcune misure di prevenzione come optare per il telelavoro.

Per esempio l’azienda Schindler di Locarno dove il personale – tra residenti e frontalieri – ieri è stato ‘invitato’ a effettuare da casa il proprio lavoro, ovvero col telelavoro.

Anche quei dipendenti che non avevano gli accessi informatici necessari sono stati invitati a procurarseli, per poter lavorare da remoto e dare il proprio contributo all’azienda ma dal loro luogo di domicilio.

Gli addetti al magazzino e alla produzione erano invece tutti in sede, ed è stato detto di evitare le riunioni.

Sembra inoltre siano state prese altre misure precauzionali come la distribuzione di mascherine e il misurare la febbre agli impiegati.

Un’altra ditta, la Vf International di Stabio, diversi collaboratori ieri non erano presenti in sede. L’azienda infatti sembra avesse suggerito a coloro che ne erano in grado, tramite un’email interna, di lavorare da casa in questo periodo dell’emergenza.

«Sono misure precauzionali che un po’ tutte le società stanno adottando – afferma Fabrizia Greppi, che è responsabile per la comunicazione di Vf – per evitare la diffusione del virus. Misure che, chiaramente, vengono prese salvaguardando l’operatività dell’azienda».

Nel frattempo anche altre aziende del Canton Grigioni, come la Distec, con sede in Surselva, dal primo marzo introdurrà il lavoro ridotto.

Tra i motivi di questa decisione c’è soprattutto un calo di esportazioni verso la Cina. L’azienda in un comunicato ha confermato che tale provvedimento riguarda solo i comparti della produzione.

Aiti e informazioni alle aziende

Tornando in Ticino, l’Associazione delle industrie ticinesi (Aiti) sul proprio sito ha realizzato una pagina ad hoc , ovvero www.aiti.ch/coronavirus, che è specificatamente dedicata “alle informazioni sul coronavirus”.

l’Aiti inoltre precisa ai propri associati che verrà agiornata “sulla base delle informazioni ufficiali provenienti dalla Confederazione e dal Cantone”.

il direttore dell’Aiti Stefano Modenini e il suo presidente Fabio Regazzi sottolineano anche che attualemtne il consiglio per le azeinde «è di atteneresi a queste informazioni e di non dare credito a quelle non verificate», come se ne trovano tante sui social network.

Aiti, sempre nella nota per gli associati, dice ancora che “è in contatto con l’autorità coinvolta e fornirà le informazioni ufficiali, pertinenti e utili che man mano saranno messe a disposizione”.

L’associazione inoltre invita le imprese a comunicare “le loro decisioni, in particolare con riferimento all’eventuale sospensione parziale o totale dell’attività lavorativa e altro genere di misure, così da poterci permettere di aggiornare la situazione delle diverse imprese e gestire la comunicazione”.

È ipotizzabile che in caso di sospensione dell’attività per ovvie cause di forza maggiore si possa avere un sostegno statale? «Al riguardo valuterò se interpellare il Consiglio federale», dice il presidente Regazzi. «Qualora fosse a rischio la produzione, il Cantone – evidenzia Christian Vitta, direttore Dipartimento finanze ed economia – non lascerebbe da soli gli imprenditori e valuterebbe con la Confederazione le necessarie misure».

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