Coronavirus in Svizzera

Pandemia in Svizzera

Da quando è iniziato circa un anno fa il diffondersi dei contagi del coronavirus, anche in Svizzera ci sono stati molti casi di ammalati, che tuttora persistono, ricoveri in ospedale, purtroppo anche decessi.

Per fare fronte a tutto ciò i governi di tutto il mondo, tra cui quello svizzero, hanno deciso di mettere nel proprio paese delle restrizioni agli spostamenti e agli incontri per la popolazione, chiudendo anche ad esempio i negozi di generi non essenziali, riducendo il numero di persone per incontrarsi in casa o negli spazi pubblici, vietando manifestazioni, chiudendo palestre e centri sportivi,  e altro ancora.

Di mese in mese queste restrizioni sono cambiate, allentando molto durante l’estate, aumentando nei mesi invernali.

Al momento la pandemia di coronavirus in Svizzera ha implicato che ci fossero ulteriori restrizioni, come l’uso obbligatorio della mascherina, il numero massimo di 5 persone per incontri sia negli spazi pubblici come privati, diritto al telelavoro o adeguate misure di protezione, divieto di manifestazioni, chiusura di ristoranti e bar, di locali da ballo, di Strutture per la cultura e per il tempo libero e per lo sport sport, eccezione per i minori di 16 anni , e tranne le stazioni sciistiche, nelle università insegnamento a distanza, canto solo in casa o a scuola, e vigono sempre le raccomandazioni di igiene e sicurezza.

Queste sono le regole fino al 28 febbraio.

La situazione e l’impatto sull’economia

Ovviamente tutta questa situazione ha avuto un impatto sull’economia.
In Svizzera ci sono stati aiuti dalla confederazione a marzo, durante il primo lockdown, ora ci sono sempre aiuti ma solo a chi ha veramente bisogno, quindi a chi ha subito delle perdite di guadagno maggiori del 60%.

Dal punto di vista economico, durante lo scorso anno anche in Svizzera si è toccato un punto di crisi che non si vedeva da sempre, con l’economia ai minimi storici.

Nonostante ciò il commercio e l’economia svizzera si è ripresa, sopratutto trainata dal settore chimico farmaceutico.

Lockdown

In marzo dell’anno scorso c’è stato un lockdown fino a maggio, e sopratutto in questo periodo i consumi sono calati.
Il lockdwn in Svizzera che vige ora è un lockdown meno restrittivo di quello di marzo, tuttavia le misure non saranno abbassate.

Da lunedì 8 febbraio infatti, l’ingresso in Svizzera richiede nuove norme più severe, questo per ridurre la diffusione del covdi-19 e delle varianti dello stesso.
Chi entra in Svizzera, tranne ci proviene dalle regioni di confine o chi transita solo in Svizzera, deve compilare un modulo elettronico prima di entrare.

Chi arriva inoltre in aereo o da una zona a rischio, è tenuto a mostrare il risultato di un tampone negativo, effettuato entro le 72 ore precedenti e non con test rapido.

Chi ha soggiornato in uno stato o regione a rischio, anche se ha test negativo deve restare 10 giorni in quarantena.

La quarantena può però essere ridotta dal settimo giorno se con tampone negativo o se si fa il test antigenico rapido negativo.

Quarantena in Svizzera

Chi proviene in Svizzera da un paese a rischio, il cui elenco si trova sul sito ufficiale del governo svizzero, deve mettersi in quarantena.

La quarantena in Svizzera prevede che lo stipendio venga comunque pagato dal datore di lavoro nei seguenti casi: quando il datore di lavoro manda il dipendente in un paese sulla lista a rischio per la confederazione a lavorare, e quando dovete mettervi in quarantena, però potete lavorare da casa.

Se non ricevete da prima lo stupendo, e non potere lavorare perchè siete in quarantena, potete ricevere un’indennità per perdita di guadagno dall’Avs.

Ricevete tale indennità anche se dovete mettervi in quarantena perchè il paese dove siete stati è stato messo sulla lista dei paesi a rischio mentre voi eravate già li.

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