Ripresa economica e protezione dell’ambiente

Sciopero per il clima

Gli attivisti dello Sciopero per il clima hanno protestato lo scorso 15 maggio, per richiedere uscendo dalla crisi da coronavirus dei cambiamenti a livello economico e sociale, ovvero “Un programma di rilancio economico sociale ed ecologico per evitare un ulteriore surriscaldamento del clima”.

Il 25 maggio a Berna hanno presentato il loro programma, nel quale affermano che le eventuali misure di rilancio dell’economia avranno un impatto decisivo sulla politica per il clima oggi. Rinviare questo confronto sulla crisi climatica sarebbe purtroppo un errore fatale.

Scienziati e  attivisti in tutta la Svizzera stanno infatti lavorando a un piano d’azione da più di sei mesi, per potere conciliare la ripresa economica e la protezione dell’ambiente.

I trasporti

I trasporti sono tra i primi ad essere presi di mira. infatti si punta a un obiettivo di neutralità di emissioni di CO2 al massimo entro il 2030.

Vanno finanziati quindi i mezzi di trasporto a basse emissioni, ad esempio biciclette, autobus elettrici, treni a breve e lunga percorrenza, tram.

Per quel che riguarda gli aerei andrebbe decretato un divieto dei voli verso l’Europa, sia per passeggeri come per merci, infatti, come affermano gli attivisti del clima, più di tre quarti dei  voli dalla Svizzera diretti verso le maggiori città europee, le quali si potrebbero raggiungere facilmente con viaggi in treno.

Per quel che riguarda i trasporti di terra, gli attivisti chiedono che il traffico motorizzato individuale nelle città venga vietato. Infatti questo prduce alti livelli di inquinamento atmosferico che come sappiamo indebolisce il sistema immunitario e aumenta il rischio di contrarre malattie, come ad esempio il Covid-19.

Energie sostenibili

La ripresa economica deve inoltre avvenire per preservare le risorse naturali. Una priorità è quella di non finanziare i combustibili fossili, “per il semplice fatto che non possiamo più permetterci di sostenere società multimiliardarie”.

Per il fabbisogno di energia elettrica, servono grandi investimenti nelle fonti di energia sostenibile.

Ciò permetterà anche la nuova creazione di migliaia di posti di lavoro “socialmente utili”.

Il modello proposto per il lavoro è la settimana di 32 su quattro giorni. “Questo permetterà di meglio ridistribuire il lavoro, di evitare la sovrapproduzione e di ridurre le emissione di gas a effetto serra”.

I giovani attivisti per il clima vorrebbero che il Parlamento federale adottasse queste misure nella sessione estiva e che elaborasse “un programma di ripresa economica favorevole al clima”.

 

 

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