Posti vacanti e lavoro ridotto

Aziende che possono riaprire

Con le ultime disposizioni riguardo i prossimi allentamenti alle restrizioni causa coronavirus, qualche azienda potrà riaprire.

Da oggi hanno riaperto i cantieri all’aria aperta oppure al coperto, a patto che ci siano al massimo 10 operai e le attività di giustizia civile nelle aule di giustizia. E’ sottointeso che si dovranno rispettare sempre le corrette norme igieniche e la distanza sociale.

Le aziende che possono riaprire il 27 sono i parrucchieri, gli estetisti, i fisioterapisti, i negozi di fai-da-te, per giardinaggio e fioristi, gli ambulatori medici e verranno anche eseguite le cure non urgenti negli ospedali.

La ripresa graduale delle varie attività per alcuni fornitori di servizi e alcune imprese andrà in ogni caso di pari passo con la protezione dei lavoratori particolarmente a rischio, nonostante si voglia contrastare la disoccupazione causa coronavirus.

Il Consiglio federale a tal riguardo ha precisato quale sia tale categoria di persone e le misure di protezione adeguate da applicare.

Come prima cosa il datore di lavoro deve permettere ai lavoratori che sono particolarmente a rischio di potere adempiere da casa il loro lavoro obblighi, se necessario anche assegnando loro un lavoro alternativo.

Se invece fosse indispensabile la loro presenza presso la sede, lo stesso dovrà mettere in atto delle misure protettive per i lavoratori,  adeguando procedure interne o nella loro postazione di lavoro.

Lavoratori a rischio

I lavoratori che sono particolarmente a rischio in questa situazione possono rifiutare un lavoro che viene loro assegnato se considerano i rischi per la salute troppo elevati. Se non è possibile che lavorino da casa o in sede, il datore di lavoro può metterli in congedo ma continuando a pagare lo stipendio.

In questi casi potrebbe servire anche un certificato medico che attesti che il lavoratore appartiene a una categoria particolarmente a rischio.

Non si sa invece ancora di preciso quando riapriranno ristoranti, alberghi e bar.

Il Consiglio federale non ha fatto riferimenti specifici a tali settori: «Verranno fatte riflessioni a tappe», ha detto Sommaruga, quindi potrebbe succedere l’8 giugno ma si devono considerare diverse variabili. Le valutazioni saranno fatte passo dopo passo, in base all’evoluzione epidemiologica.

Passaggio da una fase all’altra

Ovviamente il passaggio da una fase all’altra di allentamenti dipenderà da come evolverà l’epidemia.

Quindi una fase verrà avviata solo se non ci sarà un nuovo grande aumento di casi di Covid-19. Tra le fasi dovrà poi passare un tempo sufficiente per controllare gli effetti dell’allentamento sulla popolazione. Si dovranno monitorare ad esempio nuovi casi d’infezione, numero di ricoveri negli ospedali, numero di decessi e anche tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali.

Quando ci sarà un calo sufficiente dei contagi, i Cantoni riprenderanno con il tracciamento sistematico: individuare curare tempestivamente gli infetti e isolarli. Per prevenire altre infezioni, si dovranno ricostruire le catene di trasmissione.

Dovranno essere mantenute le regole d’igiene e di distanziamento sociale anche in futuro. Le persone a rischio dovranno continuare a restare a casa per quanto gli sarà possibile.

 

 

 

 

 

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