L’accordo di Schengen non è minacciato

Lo spazio Schengen

Dal 2008 la Svizzera fa parte del cosidetto spazio Schengen.

Vi è stato infatti un accordo a Schengen che disciplina l’entrata e l’uscita dagli Stati, con un soggiorno di breve durata che può essere di 90 giorni su un massimo 180 giorni.

Questo accordo serve per agevolare viaggi turistici o d’affari nel corso di questa durata sopracitata.

L’accordo inoltre prevede che:

non vengono svolti controlli alle frontiere interne tra gli Stati che appartenono a questo spazio Schengen;
le persone alle frontiere esterne sono oggetto di controllo unitario;
tutti gli Stati dello spazio Schengen hanno le medesime condizioni di entrata;
tutti gli Stati Schengen hanno una unica politica riguardo i visti per i soggiorni di durata breve.

Provvedimenti per migliorare la cooperazione internazionale

Sono presenti poi una serie di provvedimenti per migliorare la cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia per la lotta contro la criminalità.

Tra questi troviamo:

scambio d’informazioni tramite Sistema d’informazione Schengen (SIS II) per le ricerche di persone e oggetti
assistenza giuridica agevolata
cooperazione per la lotta al traffico di stupefacenti.

L’accordo di Schengen non ha potere sulle dogane svizzere, infatti la Svizzera non è membro dell’Unione doganale europea, quindi alle frontiere svizzere si fanno sempre i controlli doganali sulle merci e laddove se ne ravvedi la necessità anche sulle persone.

Gli accordi non sono minacciati

In vista delle votazioni promosse dall’Udc riguardo l’iniziativa sulla limitazione, molti credono che questo influirà sugli accordi di Schengen.

Invece questi non rientrano ne gli accordi bilaterali I che sono quelli che si andrebbero a modificare con questa iniziativa.

Quindi gli accordi di Schengen non sono minacciati.

 

 

 

 

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