Inizia la fase 2 in Svizzera

Inizia la fase 2 in Svizzera

La fase 2

Oggi in Svizzera inizia la fase 2 degli allentamenti presi per contrastare l’epidemia di coronavirus.
Si esce dal ‘lockdown’ e quini provano a riaprire le scuole dell’obbligo, i bar e ristoranti, tutti i negozi, le agenzie di viaggio, nonché musei, biblioteche e anche palestre.

I trasporti pubblici riprendono a circolare quasi a orario normale, e in Ticino non ci sono più le norme restrittive dedicate alle persone over 65 e quelle particolarmente a rischio, che quindi da oggi possono recarsi a fare spesa anche dopo le 10 di mattina, viene comunque a queste persone raccomandata sempre prudenza.

La frequenza per le scuole in Ticino verrà effettuata con metà classe in presenza alla volta, ma la scuola dell’infanzia è facoltativa e alle medie si predilige ancora l’insegnamento a distanza.

Il meteo è sfavorevole

Questo inizio di seconda fase viene limitata però dal meteo, che prevede pioggia e nuvole per tutta la settimana entrante.

Riapre anche il settore dei bar e ristoranti. «Vogliamo far sentire i cliente al sicuro», aferma Flavio Quadranti, il presidente di GastroMendrisiotto, che – come tutta la categoria – sa che soprattutto all’inizio non ci sarà un grande afflusso di gente nei ritrovi pubblici. E questo anche se comunque permangono le strette misure d’igiene e sicurezza.
«La preoccupazione in effetti c’è – dice Luca Merlo, presidente di Gastro Bellinzona e Tre Valli – siamo all’inizio della riapertura e non sappiamo come la gente reagirà. Bisogna però rimanere ottimisti: le statistiche ci dicono che i contagi sono sotto controllo e se nulla dovesse cambiare, tra due o tre settimane la gente si fiderà ancora di più nel frequentare i ritrovi pubblici».

Riaperture degli alberghi

«Dal punto di vista del distanziamento sociale, la pioggia è un problema per alcuni locali e per altri no – rileva Quadranti –. Più che altro il bel tempo è importante per far venire voglia alla gente di uscire di casa».

«Potrebbe esserci qualcuno che ritoccherà il prezzo verso l’alto, ma non credo – e non mi auspico – che il rincaro sia eccessivo. Non è il periodo giusto per aumentare i prezzi, ma capisco se qualcuno lo farà viste le maggiori spese da sostenere in questa fase», aggiunge ancora Merlo.

Per qualche esercente dover rispettare le misure di sicurezza può risultare troppo oneroso rispetto ai guadagni potenziali.
si presume che oggi in Ticino circa il 10-15% dei ristoratori non riaprirà perché comunque i guadagni non sarebbero sufficienti a pagare tutte le spese. «Alcuni sicuramente aspetteranno l’avvio di una stagione estiva vera, magari per poter sfruttare appieno la terrazza», precisa Flavio Quadranti. «Domani molti saranno aperti, ma alcuni attenderanno giorni o settimana per valutare meglio la situazione», aggiunge Nunzio Longhitano, presidente di Gastro Lago Maggiore e Valli.

A fine settimana vi è stata conferma da parte di Berna che la misura del lavoro ridotto sarà mantenuta per quelle strutture a cui riaprie con le restrizioni attuali causerebbe solo dei danni economici.

Riaperture degli alberghi

Intanto la settimana scorsa in Ticino si sono riaperti gli alberghi. «Le prenotazioni sono state minime nel corso della settimana e praticamente insistenti nel weekend – dice Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse Ticino –. Qualche turista si è affacciato, ma chi è venuto ha trovato un cantone fermo, con i parchi chiusi e senza attività. Anche per questa settimana le prenotazioni rimangono molto basse, ma possiamo essere cautamente ottimisti per il futuro».

Si attende comunque da Berna delle delucidazioni per i contributi a fondo perso: «Le fideiussioni hanno permesso di pagare le fatture, ma sono comunque debiti da restituire e per ora non si vede all’orizzonte una ripresa massiccia dell’attività».

La differenza tra nord e sul delle Alpi per quel che riguarda la percezione dell’epidemia si fa notare anche alle varie reception: «Chi provengono da oltre Gottardo, di fronte a un dipendente con la mascherina, si sente spaesato. Molti ci hanno chiesto se dovessero indossarla anche loro. Gli ospiti ticinesi, invece, ritengono molto importante che i collaboratori indossino la mascherina. Sono differenze di cui dovremo tenere conto per mettere il più possibile a loro agio i clienti», dice Pianezzi.

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