Lavoro frontalieri in Svizzera

I lavoratori frontalieri in svizzera

Lavorare come frontalieri in svizzera

Oggigiorno molte persone che vivono al di la del confine con la Svizzera vanno a lavorare come frontalieri in Svizzera.
Questo succede nelle zone al confine con l’Italia e con la Francia in particolare, ovvero due paesi che stanno risentendo della crisi economica.

Dato che in Svizzera gli stipendi medi sono anche ben remunerati rispetto ad esempio a quelli italiani a parità di grado e settore, è molto vantaggioso lavorare in Svizzera.

Lavoro in Ticino

La situazione dei frontalieri in Svizzera è particolarmente sentita dai residenti, sopratutto al confine con l’Italia, dato che ogni anno molti italiani vanno a lavorare in Canton Ticino, che quest’anno peraltro ha visto un grande aumento di frontalieri.
Questi vanno a lavorare in Svizzera ma rimangono a vivere in Italia, sopratutto per il fatto che il costo medio della vita in Svizzera supera del 60% ca quello degli altri Paesi europei.

Quindi la soluzione di trovare lavoro in Ticino come frontalieri permette di avere uno stipendio svizzero ma rimanendo con il costo della vita italiano.

Lavorare come frontaliere in svizzera

Per lavorare come frontaliere in svizzera servono specifici documenti. La Svizzera non fa parte dell’Ue infatti, ma permette la libera circolazione tra gli stati, quindi per entrare in Svizzera dall’Italia è sufficiente la carta d’identità.

Se però ci si deve trasferire in questo paese per un dato numero di mesi, sopratutto se superiore a tre mesi, servirà un permesso di soggiorno.

Il permesso di soggiorno è rilasciato dall’ufficio Cantonale a chi ha un contratto di lavoro presso un’azienda svizzera, e a imprenditori e liberi professionisti che possono dimostrare di avere i mezzi economici per contribuire al proprio sostentamento.

In base a ogni specifico caso servirà un dato permesso di soggiorno.

I permessi sono di quattro diversi tipi:
B UE/AELS – permesso di dimora riservato a chi ha un contratto di lavoro per più di un anno;
C UE/AELS – permesso di domicilio, a chi ha vissuto in Svizzera ininterrottamente per almeno cinque anni, di solito visi può richiedere dopo avere avuto il permesso B.
L UE/AELS, permesso di breve durata, per chi ha un contratto di lavoro di meno di un anno e che sia rinnovabile alla scadenza per al massimo 7 volte;
G UE/AESL – il permesso per frontalieri, per chi lavora in Svizzera ma vive in un Paese al confine con la Svizzera, ad esempio l’Italia, e nel quale almeno una volta a settimana ritorna.

Quindi dopo avere richiesto il proprio permesso di soggiorno specifico per il proprio caso, entro 14 giorni, ci si deve anche recare al Comune di lavoro o di dimora, per dichiarare il proprio ingresso nel Paese, e presentando come documenti:
carta di identità valida per espatrio o passaporto,
foto formato tessera,
contratto di lavoro con un’azienda svizzera o eventuali documenti che attestino un lavoro in proprio,
assicurazione sanitaria stipulata in Svizzera,
certificato di stato civile.

Lavoro in svizzera per italiani

Quindi il lavoro in Svizzera per gli italiani è molto vantaggioso, inoltre per alcune professioni è più facile trovare lavoro in Svizzera.

E’ il caso ad esempio di infermieri, farmacisti, sviluppatori web, ingegneri, insegnanti, e professioni tecniche come meccanici, elettricisti o impiantisti.

In Ticino ci sono anche molte pressioni interne però, perchè la disoccupazione per i residenti è in aumento, dato il grande numero di lavoratori esterni che giungono in questo Cantone.

La situazione dei frontalieri in Svizzera non è sempre vista bene dai residenti, dato che le aziende spesso preferiscono assumere frontalieri a uno stipendio più basso.

Infatti che si parla da tempo di salario minimo, ovvero uno stipendio minimo di base uguale per tutti, residenti e frontalieri.

 

 

 

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